C'erano una volta labbra di miele
Giorgio Lavino
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Facce di mamme spoglie di perfidia
giocavano con i sogni allontanando
dai loro cuori i colori scuri e con il miele
dei loro sorrisi sulle labbra ornavano
le feste
Si radunavano intorno ai bracieri
e ogni scheggia di storiella procurava
alle loro labbra sorrisi di miele
che asciugavano il pianto per
il peso dei giorni scarsi di soldi
e zeppi di figli da sfamare
Nel tempo in cui le bocche
desideravano il pane le labbra
non conoscevano l'amaro della
povertà ma il miele della vita
che le mamme non si facevano
mai mancare
Partii soldato e mia madre mi
regalò una lacrima che si mutava
in sorriso ogni volta il mio cuore
mi ricordava le labbra di mia madre
Tornai da soldato e vidi un ciclamino
di tristezza appassito sul davanzale di
casa e ritrovai il miele sulle labbra
di mia madre
Era settembre quando abbracciai
il bocciolo che avevo messo
al mondo e sulle sue labbra
spuntò il sorriso di miele di mia
madre
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L'autore
Giorgio Lavino
Credo che la mia voglia di scrivere più che un’esigenza intellettuale sia un bisogno fisico. Che nasce dalla consapevolezza di costruire un canale di comunicazione. La conversione di quello che mi passa per la mente in versi è un esercizio fisico più che della ragione. E’ dire nel lessico della narrazione poeti
Commenti (2)
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Doraforino26 dicembre 2009
Belle immagini nel ricordare la mamma che accanto ad un braciere raccontava storielle, che asciugavano il pianto di giorni scarsi di soldi... e sempre lei a ai figli donava labbra di miele... Apprezzata!
L
Loreta Salvatore28 dicembre 2009
Rievocativa, molto apprezzata per il percorso che si snoda nella memoria. Strutturata quasi in sequenze che scandiscono il tempo ed il vissuto. Un capolavoro.

