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Amore 27 dicembre 2009 · lettura 1 min · 5987 letture

Ho assassinato Cupido

Carmelita Morreale 55 poesie pubblicate
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Oggi ho assassinato Cupido e morte è arrivata. Con un dardo gli ho trafitto il petto, intinto di amoroso veleno. Ballo sulla sua tomba e cinismo gli porterò in dono. Rabbia, è la fanfara che fragorosa risuona per la via che conduce al mio cuore, ferito, straziato, ma, finalmente, vendicato.
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In senso metaforico a volte è necessario spogliarsi integralmente di un sentimento d'amore che ci fa male, per poi riprendere quota. Il dolore può anche uccidere il nostro affetto, la nostra devozione. Ma la speranza di una rinascita non ci deve mai abbandonare.

L'autore
Carmelita Morreale

Sono nata a Pantelleria, Perla Nera del Mediterraneo, nel febbraio del 1974. Adoro la Poesia che per me è una passione coltivata sin dai tempi della scuola... affascinata dai poeti, capaci con i loro versi di raccontare un'umanità in perenne divenire. Mi piace descrivermi come uno spirito libero, sensibile ed estr

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Commenti (8)

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Salvatore Ferranti27 dicembre 2009

Poesia molto dura ma, nello stesso tempo, molto bella e sentita. i miei ad un autrice che io trovo e capace.

Francesco Rizzomani27 dicembre 2009

I cupidi oggi sono rari, ma nelle parole dell'autrice denoto un odio non verso l'amore ma verso qualcuno che di questo amore ne ha approfittato. Versi moldo crudi e di elevato spessore che comunque lasciano sempre inteso che la vita e i sentimenti, crescono, vivono, muoiono ma rinascono anche.

A
Antonio Consiglio27 dicembre 2009

in questi versi molto intensi e veraci hai trovato un modo per riscattarti da un amore capace solo di ferire... molto bella questa poesia...!

Daniela Messana27 dicembre 2009

Com'è bello il senso di liberazione che si ha quando si trafigge un'immagine che del passato conserva solo il brutto ricordo. Poesia rigeneratrice di forza, nell'intento di produrre energia pura per il proprio spirito. Tanta positivià espressa con mirabili metafore. Bellissima.

Uccidere metaforicamente il dio dell'amore: "tormento ed estasi" dell'intera nostra vita, può essere di liberazione per qualche tempo. A tutti prima o poi è capitato di voler annullare l'oggetto della sofferenza, per poi ritornare a ricercarlo, con una cicatrice in più, ma un po' più forti e pronti ad affrontare nuovamente il nostro dio...

Nemesis Marina Perozzi27 dicembre 2009

Quante volte gli artigli ho affilato, le fauci ho spalancato... per ghermire Cupido addormentato, che mi aveva ingannato... Ma quando ha aperto gli occhi e mi ha guardato, ho perso il coraggio e ancora una volta l'ho perdonato...

Danielinagranata27 dicembre 2009

Dobbiamo allontanarci da tutto ciò che ci impedisce di "volare" fare piazza pulita di tutto ciò che ci ha fatto soffrire e mai perdere la speranza che qualcosa di bello possa ancora accadere bella poesia

Azar Rudif28 dicembre 2009

Versi originali e se non erro finora nessuno aveva mai osato tanto contro Cupido. Sono quasi convinto che l'autore di questi versi sarà ringraziato da molte persone