Sonetto del paese mio
Augusto Picci
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Giammai ti rivedrò com'eri allora
giunonica figura, indifferente
allo sferzante gelo di ponente
e al morso dell'estate che accalora
il tuo ricordo è qui, che mi addolora,
saperti ormai cosi poco accogliente
con le tue vie che odorano di niente
il bianco e il nero tingono l'aurora
l'inedia ha soffocato ogni rumore
resta soltanto il fumo, le macerie
e i postumi del grande baccanale
pianger dovrai, come fan le cicale,
lacrime amare sulle tue miserie,
ti avrò comunque sempre nel mio cuore.
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L'autore
Augusto Picci
Commenti (1)
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Enio Orsuni27 dicembre 2009
splendito sonetto, scritto magistralmente e ricco di nostalgico contenuto. molto apprezzato...

