Viaggio di nozze
Tra sguardi di bambini increduli
lanciarono pietre a confetti
al matrimonio dei figli
dissidenti di culture
tra blasoni e fatiche
d'antico odio
Poi fu festa con musiche arrangiate
confuse da cani col latrare di parte
nei paraggi scenici
Bevvero vino di non so quale colore
e allentarono cravatte a forma di cappi
che ambivano appendersi da soli a travi
Gli sposi andarono a dormire
se per tal riposo s'intende isolarsi
e ringraziarono quelli che fecero rumore
per aiutarli a zuccherare vetri alla memoria
La notte sembrò breve non per ciò che accadde
ma solo per paura d'andare incontro
ad affilati artigli dell'alba
Partirono clandestini senza salutare
Dopo mesi vidi parenti con archi tesi
e appuntite frecce intinte al fiele
in mira a finestre
opposte al sole d'inutili giorni
a seguir lenti sbiaditi ricordi
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