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Ribellione 28 dicembre 2009 · lettura 1 min · 2947 letture

Sulle ali del dolore verso Auschwitz, Dachau, Mauthausen

Carmelita Morreale 55 poesie pubblicate
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Corro oltre quel filo spinato dove la neve è bianca, è la libertà... Candore che come un chiodo mi trafigge la carne, come lancia infuocata, mi arroventa il volto. Intanto corro... corro... oltre quel filo spinato, gabbia disumana odiosa maschera di ferro cementata sull'anima mia. Ora, però, finalmente libero... quel filo spinato è ancora in me martirio quotidiano, corona di spine piantata perennemente sul mio petto... ancora bagnato di quella neve bianca come la libertà.
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

Dedicata ai martiri di tutto il mondo, vittime innocenti del delirio di onnipotenza dell'uomo capace di ferocia inaudita. Per non dimenticare che il dolore e la sofferenza si ripete nei secoli, ma, gli uomini non ne fanno tesoro, sempre alla ricerca di nuove guerre, di nuovi nemici da sconfiggere.

L'autore
Carmelita Morreale

Sono nata a Pantelleria, Perla Nera del Mediterraneo, nel febbraio del 1974. Adoro la Poesia che per me è una passione coltivata sin dai tempi della scuola... affascinata dai poeti, capaci con i loro versi di raccontare un'umanità in perenne divenire. Mi piace descrivermi come uno spirito libero, sensibile ed estr

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Commenti (5)

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Nemesis Marina Perozzi28 dicembre 2009

Non a caso il sangue è sempre associato al candore della neve: perché resti indelebile, perché continui a macchiare le coscienze assopite, perché continui a ricordare l'orrore della morte, la violenza dell'offesa, anche quella dell'anima. Il sangue come perdita dell'innocente candore, il presagio di un oscuro futuro... Il sangue a cui l'uomo è stato condannato dal peccato originale... Il sangue che non risparmia nemeno le fiabe e dal quale non possiamo fuggire, se non cadendo in un sonno profondo, come la bella addormentata... Riusciremo a risvegliarci in un paesaggio finalmente tornato al candore primordiale della neve immacolata?

M
Maria Rita Mulè28 dicembre 2009

Parole che pungono come spine. Nessuno deve dimenticare quegli orrori. Bella poesia che fa riflettere.

Salvatore Ferranti28 dicembre 2009

poesia davvero bella. conquista il lettore, con versi che insegnano molto. apprezzatissima.

Paolo Ursaia28 dicembre 2009

Dura, senza fronzoli e senza trucchi; versi di grande energia, molto piaciuti

G
Gianpiero Di Matteo5 gennaio 2010

Riflette molto i pensieri dei campi dopo esserne usciti... comunque una poesia molto toccante