Uomini veri
Giorgio Lavino
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Amara la terra che hanno tradito
per giungere qui dove ogni giorno
assaporano con i soldi della fronte
sudata un pezzo di dignità
La miseria li rende veri le loro braccia
forti sollevano quintali e il fardello del supplizio
Un sole audace loro unico complice
li coccola e protegge da un cielo plumbeo
e perfido sempre sopra di loro sempre
appollaiato per tuonare sui sapori
dei loro sogni nati in terre lontane
Cercano un goccio di sereno in un
oceano di squali dove hanno conosciuto
la morte della carne e dell'anima.
Li incontro ogni giorno dietro un vetro
di solitudine alla ricerca di timbri e
firme per un po' di sole in mezzo al
loro mare di sopportazioni
E fu uno di loro un giorno
a lisciarmi il cuore dicendomi
che il male cancella i colori dal mondo
e lo muta in un dedalo senza luci.
©
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L'autore
Giorgio Lavino
Credo che la mia voglia di scrivere più che un’esigenza intellettuale sia un bisogno fisico. Che nasce dalla consapevolezza di costruire un canale di comunicazione. La conversione di quello che mi passa per la mente in versi è un esercizio fisico più che della ragione. E’ dire nel lessico della narrazione poeti
Commenti (1)
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Giovanna De Santis29 dicembre 2009
bellissima poesia d'elevatà sensibilità dedicata agl'immigrati vera e toccante, spesso vengono trattati come citava una canzone "carne da macello" da un popolo cattolico e antirazzista, figlio di tanti padri emigrati chiedo scusa all'autore se ho espresso la mia ribellione senza sotterfugi poesia d'ammirare indimenticabile

