Impressioni
20 maggio 2006
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Un ora al balcone

Grazie a Dio ho il dono della vista, così che, ascoltando la dolce e ritmata musica brasilea, seduto al balcone, ammiro e guardo le lontane colline, che come seni dolci di donna sdraiata, si incapezzoliscono pefetti, alla vista.
Sento sulla pelle delle nude braccia, la leggerissima brezza che si è alzata per fortuna. Mentre riposo seduto al balcone... ascolto canzoni dopo canzoni, scrivendo parole dopo parole, componendo una storia da raccontare a me stesso, seguo- il tempo, ritmando il vedere, l'acoltare-
...Guardo un volo di colombe nel cielo, ne seguo la traccia...
Una bambina da basso a me di fronte, trotta attorno al suo papà indaffarato; la sorellina, si nasconde dietro una colonna del portico.-Spiando se la trova- correndo va all'altra colonna:"uno due e tre, ti ho vista! Or tocca a te"...
Guardo spazientito- vorrei dire-"zitte! Sparite! anche solo per un momento...!IL tempo di scrivere un poema omerico, lungo anni!!" POi pentito mi accingo ad una lettura, pausando dal componimento; tornerò dopo a raccontare a me stesso, una storia risaputa.
Ecco... ora è silenzio... dalle scale a vista, scendono gli sposini del piano alto della casa a mè di fronte; un rumore di automobile, che va per i fatti suoi...
Cinguettano gli uccellini della sera, gli stessi di questa mattina. Si alternano alle mie orecchie con le note della radio: ecco, ora seguo la canzone... Un battito d'ali passa su di mè impercettibilmente.
Le mani, tamburellando sul quaderno, accompagnano una canzone africana.
Passa un altra auto, del colore della mia amata... non è lei!
Il mio cuore, fà una pausa... Una colomba plana su di esso.
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