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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Giorgio Lavino
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Uomini 31 dicembre 2009 · lettura 2 min · 2355 letture

Piccolo fiore di Torrebianca

Giorgio Lavino 888 poesie pubblicate
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Un piccolo fiore abbandonato in strada con la miseria addosso e la madre a fianco Non si dispera umilia tutti il suo sorriso sulle labbra Guardiano compagno fedele un semaforo semprerosso di vergogna Unico ristoro un muretto li aiuta a sopportare il peso della strada Sta sempre là e il suo piccolo cuore d'inverno scivola spesso sulla strada bagnata dal pianto del cielo E d'estate rischia di scoppiare per i forti raggi di soli arrabbiati Per le sue pene Piccolo fiore venuto da chissà dove vale meno di un cagnolino superbo e viziato che le abbaiò contro e il padrone la rimproverò per aver spaventato il suo amore Poveruomo che credi di essere buono curando le bestie con cui sei pronto a dividere ogni bene getti addosso al tuo simile il disprezzo della tua noncuranza Per Torrebianca ci passò un prete ci passò un insegnante ci passò un deputato ci passò un sindaco ci passò un poeta ci passò un costruttore di teorie ci passò un assistente sociale ci passò un poliziotto ci passò un giudice ci passai io ed altre mille persone con gli occhi e il cuore chiusi.
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Poveruomo che credi di essere buono curando le bestie con cui sei pronto a dividere ogni bene getti addosso al tuo simile il disprezzo della tua noncuranza.
Sta tutta in questa strofa il senso di questa denuncia.
Oggi l'uomo veste perfino il proprio amore a quattro zampe e chiude gli occhi di fronte alla nuda povertà di un cucciolo della razza umana.
Al primo concede ogni suo avere, all'altro nega perfino una carezza.
E' la grande contraddizione- meschinità dell'epoca postmoderna.19 marzo 2014
L'autore
Giorgio Lavino

Credo che la mia voglia di scrivere più che un’esigenza intellettuale sia un bisogno fisico. Che nasce dalla consapevolezza di costruire un canale di comunicazione. La conversione di quello che mi passa per la mente in versi è un esercizio fisico più che della ragione. E’ dire nel lessico della narrazione poeti

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Commenti (5)

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Lina Sirianni31 dicembre 2009

Mi colpisce il valore d questi versi che con particolare misura fa riflettere sull'insensibilità umana davanti al suo simile ... Piccolo fiore venuto chissà da dove... Bella e apprezzata nel suo dire

Berta Biagini31 dicembre 2009

Parole crude che bisognerebbe cominciare a far leggere sui banchi di scuola sino dalle elementari e perché no anche all'asilo. La pianta deve essere curata sin dall'inizio della sua vita se si vuole far crescere forte e rigogliosa e così dovrebbe essere per i nostri piccoli – aprire subito gli occhi alla vita e non solo per le cose belle. Molto molto sentita.

Rasimaco31 dicembre 2009

poesia i cui versi, crudi, graffiano lasciando segni indelebili... credo che non ci sia essere più bestiale dell'essere uomo... poesia tutta da riflettere.

Giovanna De Santis1 gennaio 2010

poesia che lascia brividi perché cruda perché vera, noi umani divini che ci crediamo improntati d'amore noi così spesso come marmo freddo, guardiamo la persona al semaforo che chiede carità come un fastidio senza mai chiederci perché io in macchina e lui lì penso anch'io che siamo peggio degli animali anzi quando amano non tradiscono mai poesia d'elevata sensibilita condividendo tutto ciò SCRITTO DA TUTTI

Giorgia Spurio2 gennaio 2010

un fiore... la persona, e i bimbi ancor di più, è un fiore da proteggere e amare. la descrizione della poesia è bella molto... sembra una foto, o meglio tante foto fatte da persone diverse, persone che passano per lo stesso posto, vedono la stessa cosa, e ognuno la vede però in modo diverso, c'è chi abbassa la testa, chi fa finta di esser cieco, e chi guarda. sembra un cortometraggio, e sempra che anch'io sia passata per Torrebianca, e la vedo la donna che ride senza denti un sorriso superbo, e un bimbo, suo figlio vicino al semaforo... l'uomo fa del bene dove gli è comodo... i versi fanno riflettere tanto e ingoiano. bella