La ballata dell'anno vecchio
Anno vecchio, non guardarmi
con tristezza o nostalgia
mentre prendi le tue cose
e vai finalmente via,
ma se vuoi ti do uno strappo
sino accanto alla stazione
e se puoi, portati appresso
anche un paio di persone.
Per esempio, ci sarebbe
qualche vecchio e falso amico
che ho spedito già da un pezzo
al paese che non dico
però, dato che sì spesso
la montagna va a Maometto
così portalo con te,
gli ho comprato anche il biglietto.
E poi ancora ci sarebbe
qualche squallida convinta
che continua a non convincersi
che io l'abbia ormai respinta
io vorrei, buon anno vecchio
che da me più non tornasse
così le ho già prenotato
un bel posto in prima classe.
E poi non dimentichiamo
tutti i grandi seccatori,
tu sistemali alla meglio
nel reparto fumatori
e i colleghi lamentosi
ed il gregge assai belante
io ti mando a pascolarlo
nel vagone ristorante.
Dato che saranno in troppi
e staranno tanto stretti
ti ricordo che c'è spazio
anche dentro i gabinetti
e se ti faran problemi,
se faranno confusione
ti autorizzo, in casi estremi
a tirare lo sciacquone.
E se avrò dimenticato
di indicarti qualcheduno
non temere, che t'aggiorno
prima che scada il trentuno
e comunque, lo so bene
che, come ogni nuovo anno
per uno stronzo che va via
tanti me ne arriveranno.
Però tu non te la prendere
se ti tratto così male
perché, in fondo, anno vecchio
non sei da dimenticare
e se ti sei impermalito
per i miei comportamenti
tu non sai come ho trattato
tutti gli anni precedenti.
Perciò tieni bene a mente,
prima che mi metti il muso,
che ti son riconoscente
per il bene che ho già avuto,
perciò tieni bene a mente,
prima che tu vai in pensione,
di ordinare all'anno nuovo
di non essere peggiore!
©
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