L'ozio
Augusto Picci
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Fra tutti i vizi è l'ozio il più intrigante,
un re senza corona e senza trono
perché da tempo li ha ceduti in dono
a un popolo bigotto e ben pensante
che ha la pretesa bieca e ridondante
di dispensar pagelle fuori tono
per stabilir chi è bello, brutto o buono
con metodo indiscusso ed arrogante
e adesso faccio un'improba fatica
nel dimenarmi fra i diversi ruoli
sciogliendo i dubbi di una storia antica
che contrappone ai margini dei poli
stacanovismi estremi da formica
ai cicalecci sotto i girasoli.
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L'autore
Augusto Picci
Commenti (2)
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Moreno il Duca1 gennaio 2010
la poesia rispecchia fedelmente l'ozio condiviso piaciuta
S
Stefano Toschi1 gennaio 2010
Un inno all'ozio che sottintende, probabilmente, l'invito ad un vivere meno di fretta, a ritrovare del tempo per noi stessi, andando oltre il luogo comune che lo pone come vizio, opponendo, in un giudizio morale un po' sospetto, la laboriosa formica, da imitare, alla oziosa cicala, da biasimare.

