L' etereo Trono della Morte
Quando le foglie del mio ramo cadevano,
il vento, dove aveva intenzione di condurle?
Quando morirò, il sole, dove nasconderà la mia ombra?
In quali terre le mie radici troveranno rifugio?
Quale fuoco si ciberà del mio corpo?
Quale forza arde nelle mie domande?
Quale vento scuote il mio spirito?
Quale pioggia esplicita i miei pianti?
Voglio consumare la mia corteccia,
scappare dalla vita e trovare la morte,
abbracciarla, per poi guardare dal suo etereo trono,
l'incendio delle mie risposte, la collera delle dimensioni,
la follia della vita e la tirannia dell'odio.
Quanta nebbia avvolge i mari,
quanti sguardi persi, corteggiano il vuoto dell'aria.
Cosi tante braccia ai cieli, cosi tanti rami spogli...
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Commenti (1)
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Nemesis Marina Perozzi1 gennaio 2010
Se potessimo collezionare tutti i "perché" senza risposta che la vita ci regala, potremmo costruire un castello dalle mille stanze, in cui perderci... Un inestricabile labirinto nel quale vagare per l'eternità.
