Sottomesso ai tuoi intenti
Siamo eterei intenti. Lune mai raggiunte.
Seri intenti, lune esplose, frammenti d'arcaico splendore.
Immensamente simili al vaso che ci diede la vita.
Vita per le Brocche dalle terrecotte troppo ingenue, ora pregne di demoni.
Scorrono gli anni della luce tra i nostri ricordi,
come cigni dalle convulse danze sognanti.
Non ipnotizzati da nessuna chimera, soli, seri, intenti.
Tra le sue gocce piangenti quella betulla non muove che animi furiosi e potenti.
Sono le tre di un pomeriggio costante, nella sua illusione di ottobre,
e io non ti vedo, non ragiono e son solo. Aspiro al tuo volo.
Cerco in cielo e mi ritrovo. Erano le stelle a svegliarmi allora e non l'alba.
Tu eri distesa sul tuo divanetto dall'accento di velluto.
Tu, ciò a cui avevo dedicato ogni mia danza e respiro, senza averlo voluto.
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