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Sociale 3 gennaio 2010 · lettura 2 min · 3021 letture

Gli eroi son tutti morti

Giorgio Lavino 888 poesie pubblicate
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Un prete voleva salvare il suo popolo da una malattia atroce che distrugge cuori e anime. Ricevette pallottole mortali nel suo luogo di preghiera nel giorno in cui avrebbe dovuto ricevere baci e abbracci dalla sua gente per la festa del suo nome, lo stesso del padre putativo di Gesù. Un sindacalista cacciò tutte le belve feroci dai mercati. Gli tapparono la bocca fermandogli il cuore il giorno prima che puntasse davanti agli uomini e a Dio il dito contro i leoni che aveva cacciato via. Un poliziotto voleva catturare tutti i ladri della sua terra, gli legarono le mani e lo colpirono a tradimento come sanno fare i perduti d'anima che si nutrono con il sangue innocente. Gli eroi sono tutti morti. Ora tocca a noi salvarci. Gridiamolo all'inizio di ogni nuovo anno. Mi manca l'aria quando il cielo si veste di nero, un corpo va giù e l'anima vola chissà dove. Mi manca l'aria quando ad uno scrittore dire la verità gli costa la libertà. Mi manca l'aria quando un uomo giusto viene prima assassinato e poi calunniato e alla fine dimenticato. Mi manca l'aria quando a squarciagola non urliamo per dire quello che vediamo, quello che sappiamo, quello che sentiamo. Gli eroi sono tutti morti. Ora tocca a noi salvarci. Gridiamolo all'inizio di ogni nuovo anno.
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"Beati quei popoli che non hanno bisogno di eroi" B. Brecht

L'autore
Giorgio Lavino

Credo che la mia voglia di scrivere più che un’esigenza intellettuale sia un bisogno fisico. Che nasce dalla consapevolezza di costruire un canale di comunicazione. La conversione di quello che mi passa per la mente in versi è un esercizio fisico più che della ragione. E’ dire nel lessico della narrazione poeti

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Commenti (3)

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Danielinagranata3 gennaio 2010

Mi unisco a questo grido che condivido tante piccole voci fanno un grande coro molto sentita bella e apprezzata

Giovanna De Santis3 gennaio 2010

poesia elevata che ferma il cuore per quanto vera profonda è d'ammirare l'amore per la terra espessa dall'anima nobile dell'autore nu Masaniello comme me ca nun vulesse vedè Napoli e tutto sud murì Dio avrà raccolto in paradiso il prete il sindacalista il polizziotto e che vigili sempre il nostro Roberto e che accolga ogni gesto ogni preghiera di ogni masaniello Napoli il sud vuole vita e non può non deve morire un'inchino forte all'autore poesia indimenticabile che da tesoro conservo.

G
Gasparo4 gennaio 2010

Gridiamolo, a prescindere dal periodo dell'anno. Bella poesia di denuncia, nel momento in cui ci fanno pensare ad altro. Piaciuta.