L'ira
Augusto Picci
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Ma che giornata, è proprio un bel macello
mi sdraio sul divano e mi rilasso
finché un moscone mentre corre a spasso
mi ronza intorno e mi sfida a duello
e dopo un volo a raso e un carosello
parte all'attacco come un satanasso
colpendomi alla cieca in pancia e in basso
e poi due volte ancora, senza appello.
Cerco il recupero, prendo un giornale,
mentre riposa sul portacandele
gli sferro un gran fendente laterale
e nonostante tutte le cautele
colpisco e rompo il mio vaso orientale,
pensare che bastava un po di miele.
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L'autore
Augusto Picci
Commenti (1)
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Enio Orsuni4 gennaio 2010
! cosi si scrivomo i sonetti. davvero comica che dire.

