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Dialettali 5 gennaio 2010 · lettura 1 min · 1393 letture

Ir Serchio

Ermanno Volterrani 13 poesie pubblicate
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Sotto l'arbero ' regali, si scartava verso le dieci, e chi se l'aspettava: nelle vicinanze, ner pisano, ir Serchio voleva festeggiallo a modo suo 'r Natale. Doppo ave' raccattato 'n Garfagnana a Media Valle e dalla lucchese piana tutte l'acque 'he 'r cielo generoso, anco troppo, n'aveva arrovesciato, ni garbava fanni vede' a' migliarinesi di vanto fusse, pe' lui, soddisfazione di porta' peringiù verso 'r Tirreno tutta vella popo' di massa d'acqua. E fu così che s'arrisvortolava fra 'n argine e l'artro pareva 'n ragazzetto 'he ruzza 'nfra ' bozzi, motoso 'ome 'n porcello ner porcile. E si vede, pella foga e pella 'ontentezza, n'è sdrucciolato le brillie der ruzzino e, rivato verso Nodi'a, suppergiù, ha deralliato 'ome 'ntreno 'n corsa e t'ha aggottato le 'ampagne, l'Aurelia, l'atostrada e la zona 'ndustriale: tutt'un padule di desolazione. E 'r Serchio, 'ncurante der disastro arre'ato a tutta vella pora gente, 'ome quarmente ha fatto le viste d'un vede': "Io un so' mi'a stato, passavo per isballio!" e ha tirato di lungo verso 'r mare.
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Ermanno Volterrani
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