Una tascata piena di sassi
Ermanno Volterrani
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Di sassi, ne ho ripiena una saccoccia.
Piccoli, sferici, perfetti nella forma:
proiettili adeguati alla mia fionda.
Sul muretto scorgo là, poco distante,
allineati, rugginosi bussolotti:
bersaglio d'innocente trastullo.
Traguardo la forcella e, d'improvviso,
mutazione mi blocca la favella!
La ghigna di un potente che comanda
la guerra, ove bieco aggio riscontri,
grugnisce, bruta, nel manifestarsi.
L'altro, di lato, compiaciuto ride
per avere sradicato, fuori legge,
dal sud del mondo, un tenero virgulto.
Da un altro bussolotto, un farabutto,
corpi di donne alla disperazione,
si vanta d'aver messo a frutto.
Continua a tramutarsi nel sembiante
ogni bersaglio al quale il tiro miro.
Truffatori, mafiosi, delinquenti,
politici corrotti, disonesti,
opportunisti, ladri ed assassini,
guerrafondai di quelli più potenti.
La rabbia che mi assale cresce a dismisura,
con la fionda sassi scaglio, a più non posso,
finché svanisce l'incubo!
Tergo la fronte, grondante di sudore,
la visione m'è chiara, a tutto tondo:
disarcionato, ahimè, ho vacui bussolotti...
...credevo di aver ripulito il mondo!
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Ermanno Volterrani
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