La superbia
Augusto Picci
42 poesie pubblicate
+ Segui
-Che fai tu qui? disse un pavone a un'oca
che razzolava un giorno in un cortile
-non hai un aspetto tanto signorile,
sei brutta ed hai la fama d'esser sciocca,
trovo una assurdità spartire il grano
a tutti in parti uguali nonostante
io sia più bello e molto più elegante,
perciò ritorna dentro al tuo pantano.
Rise il palmipede e non disse niente
e continuò a cercare i suoi vermetti
e insieme a lui risero anche i piccioni
pensando a Dante al Foscolo e al Manzoni
che quella penna per scriver sonetti
non era di pavone certamente.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Augusto Picci
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
L
Lorenzo Crocetti5 gennaio 2010
Simpaticissima poesia, nella quale veramente però la penna non è la più adatta a scrivere sonetti, poiché questo "sonetto" mel senso classico della parola non lo è. Nel vero sonetto, infatti, le due quartine iniziali devono rimare fra di loro, qui invece ognuna va per conto proprio. Un consiglio inoltre mi permetto di dare all'autore: rilegga sempre. Credo proprio che nel quarto verso della prima quartina, parlando dell'oca, egli abbia voluta definirla "brutta" e non "bruta". Comunque, sonetto... mancato (forse potremmo definirlo improprio) piacevole.
Enio Orsuni5 gennaio 2010
con cro- cet- ti per la correzione, ma il contenuto lo trovo molto gradevole e spiritoso. molto apprezzato

