Inutile pagliaccio
Ardito contrastare
di sentimenti,
vincolo asettico delle paure,
tu chi mi raggiungi da distante,
senza dolori ne censura
Amore ti perdona sempre,
anche se resti controvoglia,
ispida siepe, malcontento,
scatenati istinti,
d'umide carni
al vento
Scala questa parete di
roccia,
cerca con cura ogni appiglio,
i muscoli tesi come corde,
appese su ritagli
di penombre
Muta anche la natura,
e lento il tempo passa,
del mio consenso nulla
resta,
solo questo inutile
pagliaccio
Tienimi su, tira il filo,
reciterò ancora la mia parte
da marionetta,
burattino
che urla e ride anche
con il cuore che si
spacca
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Commenti (1)
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Clodiaf09046 gennaio 2010
Il poeta, con accento disperato, si autorappresenta come un burattino tirato da fili invisibili che lo fanno sentire "inutile pagliaccio". Intensa introspezione.
