Madre
Quante sono le cose che traboccano dal mio cuore
oltre all'amore anche la rabbia con tutto il suo ardore,
e poi il dolore di non essere stata la figlia perfetta,
nè quella desiderata, né quella ben accetta.
Se solo tu sapessi e sentissi quanto bene ti voglio
ogni mia lacrima e tormento sarebbe per te un gran cordoglio.
Ho fatto tante volte la forte e la gradassa
anche quando nel mio animo c'era una gran matassa.
Nodi e cose irrisolte ad imbrogliarmi
che nelle reti subdole tendevano ad imbrigliarmi.
Dio solo sa se il nostro rapporto sia stato complicato
e diverso da ogni altro e per questo, forse, più elevato.
Noi siamo profondamente diverse nel nostro modo di vivere e di pensare
eppure così uguali nel nostro bisogno disperato di desiderare.
Simili nella profonda malinconia
e nella testardaggine e nella nostalgia
di quelle cose che non possono più essere
di quelle emozioni che non possono più sussistere.
C'è stato un tempo in cui eri tutto il mio mondo
ed è proprio questo che mi ha resa un essere vagabondo
che è andata a cercare sempre altrove quel sentimento
qualcosa che potevo avere solo risolvendo il mio tormento.
Lo so che non eri tenuta ad essere speciale,
nè assoluta, né eccellente, né celestiale,
ma i figli si sa, sono assai esigenti
e quando si parla di amore non sono molto indulgenti.
Ma al di là di tutti i problemi e del male che ho sentito
c'è una cosa che, senza fare tanti discorsi, mi hai insegnato,
ed è il lasciar perdere, lasciare dietro alle spalle
gli urli, i litigi e tutte le cose che non ci sembrano belle.
C'è chi lo chiama perdono o sopravvivenza,
quel che so io ora è che non si può vivere senza,
perché se si rimane ancorati all'amarezza del passato
non c'è modo di vivere bene né ora, né nel futuro più illuminato.
Pazienza mamma se non ci siamo comprese,
pazienza se accadrà ancora a più riprese.
Ora ti voglio dire comunque che ti son grata di avermi dato la vita
che a me restituisce una gioia infinita.
Grazie per avermi nutrita ed educata
anche quando insieme mi instillavi la tua paura più radicata.
Tu hai amato come sapevi
rispondendo alle logiche che conoscevi.
Mio dovere ora è lasciare me stessa libera di volare
di essere quella che sono anche se questo non ti dovesse piacere,
perché so che ci sarà un giorno in cui capirai finalmente
che la vita si dona senza aspettarsi indietro un bel niente.
Tu rimarrai nel mio cuore l'eterna bambina
con i suoi capricci, i suoi affanni, la mia piccola birichina,
che grida, sbraita e fa un gran baccano
quando sente di non avere la situazione in mano.
Ti amo madre mia di un amore innaturale
che non si basa su ciò che deve essere o su ciò che è morale
ma semplicemente su ciò che é in realtà: un indissolubile legame speciale.
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Commenti (1)
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Mirella Santoniccolo Mairim1413 gennaio 2010
Molto molto bella... le parole dette ad una madre partono sempre dal cuore. Tante volte si riesce a dire tutto quello che si sente scrivendo e tu ci sei riuscita perfettamente.
