Notte stellata
Oblio, rosa nera dai petali secchi,
più grande dell'eden è la tua ombra,
ma come se potessimo fare miracoli
in un giuramento ad una lucciola scompari!
Il freddo raggiunge il fondo della tua fede,
deserto dove ogni granello di sabbia è più scaltro di te perché nel divino,
allora nello slancio d'amore,
nel salto cieco segui la prima frase sacra e si realizza, oh gloria d'amore!
In questa notte tutte le false divinità muoiono
sotto i colpi della tua reale soprannaturalità.
Ti fermi a pregare come se ti mancasse ossigeno,
lanci meteoriti su tutto ciò che non ha il suo vero nome,
io su sanguisughe fluorescenti che si prendono il merito dell'anima,
la luna ti salva in questa notte,
ti tiene con fili di santità nel tuo lanciarti dalla scogliera,
ti mostra ventidue uscite dall'inferno,
è colei che scinde il sacro dal profano per alleggerirti la corsa,
ti dice le parole d'amore che nessuno ha il coraggio di dirti.
In questa notte dalle sconfitte umane sale un lagno assordante
che cerca la tua anima come se fosse il sogno un peccato,
la misticità una illusione,
allora nella follia che ti vorrebbe cogliere guardi la notte stellata
e accenni un ballo con venere,
proponi agli uccelli notturni di scrivere ciò che pensi nel cielo,
lanci urla che hanno come eco l'eternità.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!