E tutti giocano con il mio cuore

All'alba, lacrime sull'erba.
E'il vento che disegna cerchi sopra il fiume.
Le pietre, lisce, le bisce, finisce.
Tutto ritorna all'indice del tempo.
Strisce, gongolano pavoni come lune,
anziane, di notti senza culle da vegliare.
-Tu- mi disse l'eco ritornando.
-Io- gli vomitavo addosso.
Correggimi se sbaglio,
è un gioco il triste coito
dei miei piedi freddi,
contro i tuoi, lontani.
Mani, a stringere treccine
tra i capelli e fiori,
d'aranci profumati di Sicilia.
Resa, ritorno a casa,
ti lascio i miei vestiti,
le scarpine, i trucchi
con i quali ti inchiodavo
al mio cammino.
Destino.
Chiamalo amore se sono
ferma come per restare.
Dici. Basta. Andrò.
Ma lo farò per non tornare.
E tutti giocano con il mio cuore,
come se fossi tanto stupida
da non capire.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
F
Tutte le opere →
L'autore
Francesca Difonzo neve
Nata, neonata, non nata, non importa dove, nè quando. La vita è un cerchio e noi lo camminiamo. Fine? inizio. La poesia è un’istantanea che racconta, con la voce diretta delle cose quando le guardi. E' quello che direbbero le fotografie, se avessero parole. Alchimia perfetta di parole che si corrispondon
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Pasquale Lettieri13 gennaio 2010
Piaciuta tanto, elegante poesia, dove il suono musicale dell'anima si avverte tanto, precisa nel catturare il disagevole dolore e renderlo soffice come piume baciate dal vento, , è bella!
