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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Felice Di Giandomenico
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Dialettali 15 gennaio 2010 · lettura 1 min · 2062 letture

Er pover'omo

Felice Di Giandomenico 350 poesie pubblicate
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Che pena che m'hai fatto stamatina, tutto da solo a rovistà nella monnezza mentre te guardavo co du occhi ancora carichi de sonno, impastati de rabbia e tenerezza. Nemmanco s'è fatto giorno e già ner core sento na puncicata pensando a sto pover'omo a cui sur collo la vita je fiata. Da n'bar proviene n'odore de caffè forte a famme rode ancora de più er chiccherone ma me manca er coraggio de avvicinamme e trascinatte lì, davanti ar bancone. Ste note mattutine so stonate, vorrei che fosse n'brutto sogno vedè de buon mattino ste vite n'catenate. Tra stracci, buste, carte e n'mare de ciarpame dove nun poi fa altro che domandatte do sta annà sto monno n'fame.
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Un'immagine fresca di giornata. Una fotografia che avrei voluto non fare.

L'autore
Felice Di Giandomenico

Sono nato a Roma il 19 settembre del 1961. Le mie, più che poesie nel senso stretto del termine, sono momenti impressi sulla carta che esprimono stati d’animo particolarmente intensi in cui, il desiderio di scrivere "un qualcosa" che possa descriverli, diventa particolarmente forte. Momenti che si presentano di solit

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Commenti (4)

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Antonio Biancolillo15 gennaio 2010

Hai saputo cogliere un momento particolare della giornata... un momento in cui tanti si ritrovano in questa condizione..e... veramente manca quel coraggio di avvicinarsi per far qualcosa... e si rimane impietriti di fronte a tanta ingiustizia... Bellissima nella sua forma dialettale...

Giorgia Spurio15 gennaio 2010

"occhi de sonno, impastati de rabbia e tenerezza" mentre l'uomo che è davanti a noi "rovista nella monnezza". i versi suono fluidi e ci accompagnano al risveglio della città, alba del chiarore e l'alba dei "pover'uomini" che cercano calore... anche finto... mentre noi, gli indifferenti che hanno un cuore, quelli che ha volte si svegliano e si accorgono di ciò che si ha attorno... si stringe qul cuore e vorremmo "trascinarlo al bancone, si, ti offro un cornetto il cappuccino" eppure ci manca il coraggio... i loro occhi hanno così superba dignità...anche mentre rovistano fra cartoni e buste vuote... bellissimi versi... che svegliano le menti

Silvia De Angelis15 gennaio 2010

Purtroppo queste immagini, che ci appaiono d'improvviso in un giorno qualsiasi, ci stringono il cuore e ci fanno sentire in colpa per le nostre stupide lamentele quotidiane... Bei versi, che da romana verace ho molto apprezzato per la loro schietta forma, di cui ho gradito tantissimo la lettura

Nadia Mazzocco15 gennaio 2010

Una stupenda poesia che entra nel profondo... è un vero piacere per me leggerti!