Amore
15 gennaio 2010
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Diffidenza
Sei qui per raggranellare quelle scorie
che da principio ci hanno entrambi ripugnati
e finirai per conservarle una ad una
dici, come fragili cimeli un po' ammaccati
Non risulta così semplice orientarsi
in una realtà sempre pronta a ribaltarsi
ed è possibile che ciò che più rifiuti
si riveli il più prezioso tra gli aiuti
E gli spazi diverranno impossibili da riempire
se non facciamo questo immane sforzo ora
oltrepassando quei confini ancor da stabilire
con un cenno, uno sguardo, o una parola
Nel punto dal quale mi osservi lo puoi avvertire
l'inquietante terrore, fedele compare di fragilità
tremo mio malgrado avvolta dalle spire
la pavida ritrosia un antidoto non ha
Orribile ma nel culmine della mia disarmonia
acquisisce un fascino l'ultimo accesso di vitalità
Tu sai percepirlo e potrai fuggire via
ma forse vuoi tenermi ancora un po', chissà
Così meticolosamente hai conservato quei detriti
le rimanenze, dopo che la bomba è deflagrata
è difficile credere che siano mai appartenuti
a questa mia figura pulsante ma quasi inanimata
Fummo capaci solo di scambiarci dolore e solitudine
oggi siamo chiamati ad avere un ultimo contatto
Sul tuo petto lasciai cadere più d'una incudine
Mi pare giunto il momento del tuo riscatto
Eppure soffi sulle mie labbra l'alito della tua vita
No, non sono in grado di tornare alla mia origine
mi è più facile liquefarmi scossa e instupidita
cristallizzandomi nel balsamo per la tua vertigine
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