Avvicino un cuore
Avvicino un cuore friabile, prudentemente
raggomitolato all'ombra della scorza dura
il torace ferreo nel proteggere, così veemente
e nondimeno vulnerabile l'ha ideato la natura
Avvicino il tuo cuore e tu non andare via
se ti allontani mentre sopraggiungo io
quella danza sensuale o diffidente che sia
sovvertirà le regole decretate da Dio
Avvicino un cuore che si nega al mio tocco
e allora perché è la mia anima a turbarsi?
perché mi allarmo, perché ora mi blocco?
in me, quale paura comincia a svilupparsi?
Avvicino il tuo cuore, lo sfioro sgomenta
tesa nell'affondo diretto ad agguantarlo
la morsa che mi circonda ancor più mi spaventa
mollo la presa, e non riesco a serbarlo
Silenzio assoluto, sussulto braccata
io ladra d'amore che altro non sono
provo vergogna e la fibra è arrossata
rubo e non posso più chieder perdono
Fiuto i dintorni da brava bestiola
temo la morte, l'irreparabilità
temo di scoprirmi come sono: sola
una luce si accende, vedo la mia nudità
Un risarcimento! la mente mi pressa
Il bagliore muta in quiete l'oblio
e da dare non ho che me stessa
di due fuochi all'unisono, il crepitio.
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Commenti (2)
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Anonimo Segreto18 gennaio 2010
accendono l'intimità questi versi musicali dal senso antico ma presente, si legge con molto piacere . Dove non arriva la razionalità ci arriva il cuore e ci porta in cielo.
M
Maia31 gennaio 2010
molto bella, profonda e poi la morte sopranominata "l'irreparabilità" racchiude in se un fatto essenziale per cui temiamo cosi tanto
