Ansia da prestazione
Cerco di scrivere, non riesco,
la mente è in stato confusionale,
quello che gira, che frulla nella testa,
non ha niente d'umano o di razionale.
Concetti sparsi, foglie gialle in un giardino,
che nessuno cura, che non si pulisce.
Godo di questa situazione,
che mi fa galleggiare senza peso,
forma eterea senza compimento,
astrazione semplice dell'intelletto
Se provassi a riordinare,
ne avrei poco vantaggio,
pensieri in fila, omologati,
misure e metriche da rispettare,
solchi e recinti, giudizi asfittici cui badare.
Invece così libero, campo anarchico,
incolto rudere senza volto,
son qui che godo il non senso,
del dire tutto e del niente
Non controllo, osservo,
parole che scendono e si dispongono,
hanno vita, s'intendono,
nuovi legami, esplorazione
Fate pure, non mi disturba,
tengo poco l'essere centrale,
cosa m'importa veramente,
non essere falso, artificiale,
se per raggiungere tale traguardo,
devo solo essere spettatore,
ben venga inedita collaborazione,
che toglie l'ansia da prestazione
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Commenti (2)
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Gabriella Caruso18 gennaio 2010
Poesia che si gusta, che si legge e rilegge con piacere per la sua genuinità e anche arguzia. Piaciuta
Clodiaf090418 gennaio 2010
ritmatissima e coinvolgente, originale nel presentare un tipo di ansia - fra le tante - molto umana. Apprezzata.

