A Trieste
A Trieste, strani viali
e diverse strade
mi portano via come grandi ali
di gabbiano, cercando risposte per le contrade,
respiro l'aria tenue del mattino
quando il Sole s'alza alto nel cielo
per rischiarare d'un colpo il mio cammino
nella città che sembra coperta d'un velo
alle prime ore del giorno.
Passo tra la gente che tutt'intorno
gira e cerca qualcosa che forse non esiste
immersa in un'atmosfera triste
passeggiano in centro e tutt'attorno.
I venti impetuosi
mi sospingono verso il mare,
fonte di ricordi, di passati burrascosi
che si scagliano violenti
come lame taglienti
e trapassano il mio fragile cuore;
anime innocenti
come dolci cuori di bambine
vagano alla deriva indolenti
trasportate dalla brezza e dalle correnti marine.
A Trieste giungono navi
cariche d'equipaggi ormai stremati
sopra di loro strani gabbiani, si posano sulle travi
al porto, vedo solo cuori addolorati.
Ritratto sbiadito
di una città decadente,
dimora d'un poeta ardito
dall'animo ormai sofferente,
Trieste, vanti ancora
d'essere elogiata
all'interno della mia anima,
alba e aurora
dei miei sogni d'argento tu sei forgiata.
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L'autore
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Commenti (1)
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A
Antonio Terracciano18 gennaio 2010
La poesia mi è molto piaciuta per l'accattivante struttura e per la suggestiva descrizione della città di Trieste che, per quel pochissimo che ne conosco, condivido pienamente.