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Amore 21 gennaio 2010 · lettura 1 min · 4020 letture

Eccoci qua

Giorgio Lavino 888 poesie pubblicate
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Potevamo colorare l'aria con il nostro orgoglio di coppia Strappare tutti i giorni tristi dal diario di bordo sul nostro veliero di promesse Poi un errore Anzi mille errori E così il dolce s'è mutato in aspro La passione in fendenti I sorrisi in latrati Potevamo raggiungere il cielo Passeggiando sull'acqua di piatto lago Potevamo raccogliere le foglie ingiallite Ordinarle in cassetti aperti di sani ricordi Aiutare i nostri pargoli a non percorrere Le strade dell'angoscia che ora stanno imparando ad attraversare Con noi a fianco senza farci vedere Così non è stato Ed eccoci qua A guardarci in faccia A ripassare gl'insulti Potevamo capire capirci Così non è stato Ed eccoci qua Davanti agli uomini In un Tribunale A dividere l'amore prestatoci dal nostro dio E lanciarlo in faccia ai nostri figli Che vomiteranno il sangue del nostro tradimento
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L'autore
Giorgio Lavino

Credo che la mia voglia di scrivere più che un’esigenza intellettuale sia un bisogno fisico. Che nasce dalla consapevolezza di costruire un canale di comunicazione. La conversione di quello che mi passa per la mente in versi è un esercizio fisico più che della ragione. E’ dire nel lessico della narrazione poeti

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Commenti (6)

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G
Gianni Marras21 gennaio 2010

I sorrisi mutano in latrati. Sintesi mirabile dell'amore che si discioglie e diventa carta da dare in pasto agli azzeccagarbugli. Lirica apprezzabile assai per struttura e stile ma ancor più sentita dal lettore perché crudamente vera. Però, talvolta, i sorrisi che diventano latrati, la rabbia e lo smarrimento si trasformano in poesia, vera, bellissima, molto più che da segnalibro.

Lina Sirianni21 gennaio 2010

Un grande amore che si tramuta in odio in recriminazioni, parolacce... Poteva essere conforto per la vita ed è stato tradimento, comprendo il pensiero espresso e lo condivido... Apprezzata

Giovanna De Santis21 gennaio 2010

separazioni un tema struggente che divulga sempre più e le conseguenze per meglio dire il vero inferno lo provano i figli come sempre versi profondi con metafore meravigliose applausoni alla bravura ed alla sensibilità dell'autore

Silvia De Angelis21 gennaio 2010

Purtroppo non tutte le coppie, in presenza di prole, riescono, con molta maturità,a superare gli ostacoli di una convivenza difficile. Forse differenze caratteriali, impuntature stupide, modi diversi d'intendere il percorso in due... sono i figli a pagare duramente per questi disequilibri... Apprezzata lirica

Carmelita Morreale21 gennaio 2010

Versi talmente reali che sembrano scolpiti nei cuore e nella mente del poeta, ma che fanno parte del vivere quotidiano di tutte quelle coppie che ad un certo punto SCOPPIANO, affondando in un mare di odio, recriminazioni, disillusioni e tradimenti... Uccidere l'amore che si prova per l'altro è un po' come uccidere sè stessi, ma non è facile sopravvivere al dolore che il mancato idillio amoroso provoca, soprattutto quando ci sono delle vittime innocenti come i figli... ostaggio della rabbia di chi in una eterna guerra dei Roses si martirizza giorno, dopo giorno... Poesia bellissima e molto commovente.

Francesco Luca21 gennaio 2010

non sempre si riesce ad essere talmente intelligenti da mettere da parte i rancori e far rifiorire l'amore... oggi i valori non esistono più...splendida poesia...