Dei silenzi
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Uno strappo tra tutta la poesia che è malinconicamente dolce e gli ultimil due versi in cui esplode la rabbia. Bella.
"in equillibrio sulle corde della tua voce" anima in bilico si aggrappa all'evanescenza di una persona, l'unica che si riconosce. e lo specchio come quel testimone muto che plasma anime. pennarello nero, o graffito..."ho scritto sulla parete" quella che fu testimone muto del "nostro far l'amore". l'ultima strofa è di silenzi e di cuori rattrappiti,è di desideri e di "rotture di coglioni". sicuramente originale la chiusa... e sicuramente belle metafore di tutta la poesia. (si, sono d'accordo con Gabriella, bella l'opposizione dei sensi)
La rabbia è "letale" per l'anima quando non si sfoga al momento giusto. Tutto si accetta, la fine di un amore, i ricordi che generano malinconia cronica... ma il silenzio no! Solidarietà piena al significato della massima espressione di rifiuto per una separazione che non può essere motivata dalla mancanza di dialogo. La poesia ben preparata ed efficace per raffigurare una felicità infranta ha magico effetto alla fine. Colpisce!
Una persona che dà tanto di sé e si mette a nudo di fronte ad un'altra con la quale condivide pensieri, illusioni, passioni, esprime la sua delusione e rabbia quando questo viene meno, come se avesse posto fiducia in una cosa e questa non fosse all'altezza. Il taglio incisivo, perentorio ne fa risaltare maggiormente la forza. Una forza distruttrice in questo caso. Che spacca. Bella nella sua esplosione ma anche nella prima parte dove si raccolgono i ricordi, ancora più dolci e veri.



