Il mio cuore messo a nudo
Lievi ricordi nascosti cerco.
Dietro altri si celano
come all'orizzonte della speranza
le fosche nubi della ragione.
Il cuore già mette le ali,
contro il suo goffo padrone,
giusto per andarli a trovare.
Andare, dicevi, e non ricordare.
Andare, volevi, e non ritornare.
La prospettiva incerta rinviene,
di quel mese di maggio,
in cui tendevo i sensi
agli urgenti brividi virili.
Ricca di odori, in quel primo vere,
la risacca del nostro mare
mi appariva, e tenero
il presentir di amore
in una lunga, unica vigilia.
Ogni parte lambiva di me
il dolce desiderio,
né la sorte mi impauriva.
Povero di come e di perché
godevo l'oggi in pieno
e non mi turbava l'essere
il mistero della vita.
©
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Commenti (4)
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G
Gianni Marras24 gennaio 2010
Un reminescenza delle brame giovanili, nostalgia delle speranze e le pulsioni di un tempo in cui il "nostro mare" era veramente mare nostro. Lirica pregiata ed intensa. Molto apprezzata.
V
Vindice24 gennaio 2010
Ombre di ricordi in una lirica d'ampio respiro. Versi preziosi. Molto apprezzata.
Rosy Marchettini24 gennaio 2010
Vita vissuta, vita spensierata, vita goduta in questi ricordi che coprono i giorni di oggi nel pensare a quelli di ieri Bellissima e profonda poesia Piaciuta ed aapprezzata moltissimo
M
Massimiliano Manocchia25 gennaio 2010
Bella lirica, molto "tradizionalista" nel contenuto e nella struttura, si lascia leggere con classica piacevolezza. Il titolo cita Baudelaire e, opportunamente, non va oltre la citazione.
