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Riflessioni 27 gennaio 2010 · lettura 1 min · 5142 letture

Leggeri malori

Giorgio Lavino 888 poesie pubblicate
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A volte mi sento trottola Che non sa fermarsi E se mi fermano devo ricominciare A volte il cuore s'incavola senza ragione e le mani sono due barche che ondeggiano senza timoniere A volte mi sento formica che ha paura di essere schiacciata Giorno rabbuiato perché non è riuscito a spuntare Aria ammalata che sa di essere inquinata A volte con ansia corro per restare fermo a guardare dentro di me e lì cerco cocci di miei pensieri frantumati A volte sono tormentato dal rumore della mia anima che si barrica dentro le mie viscere per non farsi cacciare via A volte mi perseguitano muti passi di idee che non ho saputo costruire Spesso una piccola lacrima riesce a fermar ogni mio malessere leggero
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L'autore
Giorgio Lavino

Credo che la mia voglia di scrivere più che un’esigenza intellettuale sia un bisogno fisico. Che nasce dalla consapevolezza di costruire un canale di comunicazione. La conversione di quello che mi passa per la mente in versi è un esercizio fisico più che della ragione. E’ dire nel lessico della narrazione poeti

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Commenti (9)

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P
Pp27 gennaio 2010

Sentimenti dell'autore condivisi, chi di noi non si è mai sentito così...con quei leggeri malori, bravo! Piaciuta molto!

Silvia De Angelis27 gennaio 2010

Riflessioni e stati d'animo che riflettono tangibile malessere interiore, che, a volte una lacrima riesce a soffocare... Bella lirica, piaciuta

Enio Orsuni27 gennaio 2010

sono sentimenti che proviamo più o meno tutti prima o poi ma, ogni tanto è anche bello vedere il sole, la luce e pensare che non siamo al mondo solo per soffire. nonostante sofferta e malinconica, molto ben scritta e bellissima

Giovanna De Santis27 gennaio 2010

A volte... sentimenti che ci attanagliano... rabbia delusioni a volte inermi formiche... stupenda sentita poesia condivisa in ogni verso espressa magistralmente come sempre, meravigliosa profonda da lode applausoni all'Autore

Daniela Pacelli27 gennaio 2010

Il tempo corre a passi giganti, e non c'è mai tempo abbastanza per riflettere. Ma anche una lacrima nel finale, riesce a liberare il mare di emozioni che ci vive dentro e ci fa stare tanto bene. Molto bella, versi bene stilati con uso maestrale di parole che giocano in modo splendido. Molto bella, !

Giorgia Spurio27 gennaio 2010

trottola, non sa fermarsi,è stanca di ricominciare... cuore incavolato mentre le mani disorientate come barche senza timoniere... formica, timorosa di un piede gigante che incombe... giorno dove predomina il buio e aria inquinata... ansia, quella di correre, per stare fermo... per osservare se stessi e i propri cocci frantumati... pensieri distrutti. E l'anima ha un rumore, ha un tormento, lo stesso che ossessiona l'"io":barricarsi dentro per paura che gli alter- ego prendano sopravvento, oppure per le idee, mute perseguitrici, che non si è riusciti a costrire. Sono malesseri, quelli che avvinghiano forse ogni giorno, descritti con metafore e ossimori spettacolari... Ma in fine rassegnata una lacrima ferma il tempo... molto bella

Carmelita Morreale27 gennaio 2010

In questi versi tutta la fragilità di un animo sensibilie e molto profondo, anche nella ricerca delle similitudini assai ben proposte. Poesia molto apprezzata e piaciuta.

Danielinagranata27 gennaio 2010

Un sentire intimo un parlare a se stesso alla propria anima piccole fragilità e quella lacrima che scende a fermar un malessere leggero profonda intensa e molto bella

L
Loreta Salvatore27 gennaio 2010

Poesia che esprime con forza il disagio esistenziale: le contraddizioni del vivere quotidiano, ora trottola ora formica, in un altalenante oscillare di sentimenti ed emozioni. Ma il pianto, come forma di catarsi liberatoria, purifica e sembra consentire la rinascita. Sublime riflessione sulla vita.