La fine del mondo
Gli amori grandi si consumano in fretta
bruciano l'anima agli amanti
quelli inutili passano lenti e non fanno
alcun rumore
I venti soffiano solo se ne hanno voglia
e la luna a volte dorme pesante
tutta la fortuna sta nei viandanti
che dimorano sul mondo
Avevo un giocattolo quando ero piccolo
lo aveva scolpito la malasorte
l'ho gettato in pasto ai cani che latravano
nel cortile
Litico spesso con me stesso perché voglio
sempre averla vinta
ma qualche volta perdo anche e mi lecco
le ferite
rosso il sapore del mio sangue quando lo
mischio al fango
mentre cado sono stanco e non so se mi
rialzo
Avvertimi quando arriva, cercherò d'essere
pronto, un paio di scarpe e un panino
per affrontare la fine del mondo
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Commenti (1)
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Anna Maria Obadon28 gennaio 2010
Consapevole di aver iniziato a litigare con me stessa da tanto tempo penso che per avviarmi non avrò bisogno di scarpe che spesso sono strette e possono far male... e attendendo la fine del mondo mi si chiuderà lo stomaco, quindi nuda e cruda alla meta! Bellissima poesia.
