Notte Etrusca
L'ombra, si allunga
ondeggia sui muri di una notte
etrusca
fende l'aria, mentre schiocca veloce
la sua frusta
è una ferita da taglio e sono lacrime
la pioggia
Veloce è l'istinto della conquista
è sentire strano, un vuoto in testa
misura i passi lunghi nella stanza
percorrendo in senso inverso
Il tempo
Vive il sogno quando diventa
tormento
eppure ne ho comprensione
è la disfatta,
l'orgoglio,
strumento critico dell'intelletto,
e una stanca riflessione
Preservarmi intatto,
stasi senza scomposizione,
afflitto da un malessere
dominante, che corrompe,
mentre l'immagine nello specchio
è ormai distorta
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Commenti (1)
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Clodiaf090430 gennaio 2010
Colta e raffinata questa poesia, con echi dannunziani. Il finale, un tocco di classe.
