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Introspezione 30 gennaio 2010 · lettura 1 min · 1519 letture

Il tempo mi sfugge

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Tartaruga 60 poesie pubblicate
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Muoversi in un limbo a ritroso di una vita sconosciuta. Stanca... del silenzio senza tempo... Si muove intorno la brezza della vita, mi sfiora il soffio respinto dalla solitudine voluta, cercata, nell'immenso sconfinata. Di ferro il cuore, freddo, consumato dalla ruggine affogato dal tormento di chi ha vissuto nell'inganno. La pena ha scalfitto i miei tratti scavato incessantemente negli anfratti dell'anima che piange lacrime aspre. Stanca... seguo il tempo che sfugge camminando nei sentieri dei ricordi, cieca al presente avvolto dal grigiore più cupo. Coloro il mio viso dipingendo un sorriso nell'attesa che un'emozione forte riapra le porte dell'anima mia.
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Chi di noi non rivive con animo triste il passato?
Ma, più forti, non ciechi al presente, dobbiamo aprire il nostro animo per desiderare, di rivivere ancora in futuro, vive e intense emozioni... La ripropongo con animo più sereno... E' certo che la malinconia non è permanente... Si ritorna, prima o poi, a percorrere sentieri luminosi...23 gennaio 2011
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Tartaruga
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Commenti (1)

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Rita Minniti23 gennaio 2011

Un percorso struggente, dove la paura del tempo che sfugge non dà adito a vivere il presente. Un'introspezione che non dà respiro al proprio io, vivendo così attimi terrificanti, senza intravedere uno spiraglio di luce. Ogni verso dà la netta sensazione della fine, dove il silenzio sfiora la sconfitta verso la vita. Un cuore che non vuole più riemergere dalla stanchezza in cui si è imbattuto. Ma la speranza s'avverte, la voglia di farcela è lì,dietro la porta, ma senza ricordare il passato che ruba il fiato ai giorni a venire e che non dovrebbe esistere se non in maniera calibrata. Versi che si snodano in una ritmicità che, nella strofa finale, trovano finalmente il giusto equilibrio, laddove l'attesa di una forte emozione, riapra la porta dell'anima.