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Dialettali 30 gennaio 2010 · lettura 2 min · 2098 letture

Nà Repubblica fonnata sur lavoro

Felice Di Giandomenico 350 poesie pubblicate
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Me so stufato da sentì ch'è tutto n'magna magna, sentì parlà de destra e de sinistra, de assaporà sempre la solita minestra. Se sa che quanno n'culo se siede su nà sedia fallo sortì dar trono diventa nà tragedia. Se parla de lavoro, de precariato in atto, de crisi ma chi ce molla sti carichi pendenti c'è prenne per naso coi sorisi. N'tanto s'ariva a fine mese cor core n'gola che c'ha sempre meno pretese. E loro lì a discute buttati a perde er giorno tra ammassi tra fregnacce che je fanno da contorno. Che so strani bisogna prenne atto e me sembra da sentilli dì: "Che voi? Voi lavorà, povero matto". E te che pensi a tutti li proventi, che li fanno vive tranquilli, beati e contenti. E me viè rabbia quanno penso alle mie giornate che scorono tra grifi imbelli, lecchini e zoticoni pe guadagnamme du lire tra immani rotture de cojoni. So bene che co du versi nun se cambia la realtà ma voio tenè la testa alta anche se me devo confrontà co una sola, sacrosanta verità: c'è gente nata pe fasse er mazzo e altra partorita a forza pe nun fa n'cazzo.
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Scusate i francesismi ma non esistono altre parole più incisive per descrivere ciò che sta accadendo.

L'autore
Felice Di Giandomenico

Sono nato a Roma il 19 settembre del 1961. Le mie, più che poesie nel senso stretto del termine, sono momenti impressi sulla carta che esprimono stati d’animo particolarmente intensi in cui, il desiderio di scrivere "un qualcosa" che possa descriverli, diventa particolarmente forte. Momenti che si presentano di solit

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Commenti (5)

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Enio Orsuni30 gennaio 2010

'na repubblica fonnata sur lavoro? ma de chi? qua solo li politichi cianno er lavoro assicurato e pagato da noi pe' fasse pija' per culo. annamo ancora a votalli? e de che se lamentamo poi? chisà si li politichi leggheno 'ste denunce? ma lo fanno de sicuro e se ne fregheno fino a che subbimo e se sfogamo a parole... annamo avanti? vedremo fino ando' ariva la discesa.

Silvia De Angelis30 gennaio 2010

Arditi versi colmi d'intensa realtà che si stagliano inverosimilmente veraci su temi d'attualità.Questo autore, davvero eclettico, intavola i più svariati argomenti con estrema abilità e vivida espressione. Lirica molto apprezzata

Kiaraluna30 gennaio 2010

Quale lavoro Enio? ma quello nero ovviamente! ma sono daccordo che si nasce in due categorie: sfruttatori e sfruttati. Questo non potràmai cambiare. Poesia assolutamente piaciuta e condivisa.

Rosy Marchettini1 febbraio 2010

Bella e pungente poesia in vernacolo che sempre meglio rende qualsiasi pensiero si voglia esprimere, non chieder scusadellapennellata finalece sta proprio tutto Chi nasce co la camicia e chi, invece a pecorina! Piaciuta moltissimo e condivisa

B
Benito Ciarlo8 febbraio 2010

Ar monno, ce lo so, cce so' li fancazzisti che sanno fa assai bene er nun fa gnente, sarvo 'ntasca' bajocchi, (poricristi) e trapanà er "de drietro" de la gente!