Ai miei nipoti
In quello che in questa vita ho voluto, o rifiutato,
o pagato, o con Dio a suo tempo concordato
insomma, nel mio destino di donna in questo mondo,
non c'era la capacità di rendere il mio ventre fecondo.
Ho imparato a rispettare però il mio corpo e le sue azioni
perché il corpo segue l'anima, la mente e le sue emozioni
e quindi senza più strazio, né rabbia o condanna
ho imparato a non giudicare più il mio essere donna.
Come tutte io mi sento madre impetuosa e generosa
perché nel cuore sento il mistero della vita e di ogni cosa.
Delle persone a me più care mi son sempre occupata
anche quando qualcuna di loro non me n'era grata.
Il mio ventre partorisce idee e pensieri a volontà
che vorrebbe portare bene e amore a sazietà,
perché creare non è solo la possibilità di generare figli,
cosa che in natura sanno fare tutti, compreso i conigli.
Creare significa "dare" quello che di meglio c'è nel nostro cuore
i nostri talenti, il nostro sapere, il nostro gioire, il nostro ardore
a tutti coloro che arrivano sul nostro cammino temporale
a tutte le creature che fanno parte del nostro percorso spirituale.
E di tutte le creature che gioisco di avere nella vita
ce ne sono quattro, e ora di più, che mi danno una gioia infinita.
Non li ho cullati molto né ho potuto giocare con loro tanto
ma il bene che gli ho voluto e gli voglio lo sa il Cielo soltanto,
sono i miei nipoti di cui sono orgogliosa e fiera
che portano anche il mio sangue e mi assomigliano in qualche maniera.
Cerco di dare anche a loro tutto quello che ho di prezioso e di bello,
senza invadenza, senza pretesa, senza arroganza o bordello.
Siate felici di quello che siete e di quello che avete
e ridete, sognate, rischiate e godete quanto più potete
e sappiate cogliere di ogni cosa il lato straordinario
anche quando il dolore sarà nel vostro quotidiano ordinario.
E per quel che vale e per quello che è nelle mie facoltà
sappiate che io ci sono per servire alla vostra felicità
perché ciò che sono, che sono stata e che sarò
avrà un senso nella misura del ricordo che a voi lascerò.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!