Lenta agonia
L'orgia dei desideri
si sta avvitando su sè stessa
è una lenta agonia
lenta ma inesorabile
una ad una si spengono le luci
e gli attori escon di scena
senza quel teatrino
tutto sembra deserto
il grande spettacolo
di un mondo in fermento
è svanito come neve al sole
un'insaziabile vana illusione
come rapidamente è cresciuta
rapidamente si sfalda
è stata una grande guerra
peggiore di una guerra
senza nemici davanti
ma solo dentro sè stessi
e la guerra continua
ma dentro sè stessi
l'animo bellicoso
non si dà pace
e ritorce il suo amaro
nell'estrema difesa
del suo castello
ormai senza pretesa
sono affilate le armi
dinanzi allo spazio vitale
spente quelle luci
non ne sorgon di nuove
la città è buia
spaurita e confusa
è solo dal buio assoluto
che sorgerà un'alba nuova.
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Commenti (2)
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Doraforino31 gennaio 2010
bei versi che hanno la capacità di vedere come in uno spettacolo l'ultima scesa e poi si spengono le luci e gli attori escono di scena... Così svaniscono anche le illusioni... Forse dopo questo buio assoluto sorgerà una nuova alba... Gradita.
Rasimaco31 gennaio 2010
anche se verso la parte caudale c'è un'apertura a spiragli di luce, intravedo un senso pessimistico negli orizzonti di questi versi peraltro molto belli e ben curati... daltronde la società non ci spiana altri orizzonti... molto apprezzata

