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Riflessioni 1 febbraio 2010 · lettura 1 min · 2418 letture

Sapori sopravvissuti

Giorgio Lavino 888 poesie pubblicate
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Inseguo un filo sottile di antico desìo di carciofi arrostiti Una voce me lo fa ritrovare Mi corrompe una mano callosa dei miei campi sudicia del terriccio pulito della mia infanzia Consola il mio cuore gemito di bimbo che strofina la testa sul seno della madre che lo appagherà con il succo saporito dell'anima sua Sterco rispettoso di gallina cresciuta nel palazzo a corte di mia nonna mi richiama passando per una strada di centro sopravvissuta alle ruspe del moderno Soave alito di bambino sfuggito al morso impastato di cioccolata venuta alla luce tra le quattro mura mi trasporta tra i tigli della piazza di bambino a dare morsi sul pane di cioccolato Sapori scampati alle produzioni contemporanee che distruggono antichi odori e salute
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L'autore
Giorgio Lavino

Credo che la mia voglia di scrivere più che un’esigenza intellettuale sia un bisogno fisico. Che nasce dalla consapevolezza di costruire un canale di comunicazione. La conversione di quello che mi passa per la mente in versi è un esercizio fisico più che della ragione. E’ dire nel lessico della narrazione poeti

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Commenti (8)

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Giovanna De Santis1 febbraio 2010

la nostalgia della purezza della semplicità espressa con tenere e rarefatte metafore, poesia apprezatissima molto molto bella condivisa

Silvia De Angelis1 febbraio 2010

Sapori genuini e ricordi antichi... bella introspezione su immagini del passato che rievocare intensamente ci riporta indietro nel tempo, facendoci gustare quei particolari profumi legati ad un'emozione, quella semplictà e schiettezza ormai perse che trattengono un particolare valore emotivo... Lirica molto apprezzata

Daniela Pacelli1 febbraio 2010

Ricordi, nostalgie verso una vita semplice e appagante, i panni sudici, l'odore di campo. Questi versi fanno sognare e fanno volare dentro una vita frugale, vera e felice. Molto bella dentro versi saldamente costuiti e fluenti nel mar delle emozioni. Stupenda

Rossella Gallucci1 febbraio 2010

sapori e odori dell'infanzia restano impressi nella memoria perché genuini e non artefatti come quelli di oggi. Sono ricordi che ho anch'io, qualcosa è ancora sopravvissuto e dobbiamo continuare a cercare quello che rimane di quei sapori... Molto apprezzata

Berta Biagini1 febbraio 2010

Un tornare indietro nel tempo alla ricerca di quello che purtroppo non c'è più in questi versi. Piaciuta.

Carmelita Morreale1 febbraio 2010

E' un tuffo nel passato, un passato ricco di odori, di sapori, di immagini davvero bellissime che sanno di buono, con il pane e cioccolato... Versi che fanno ritornare alla mente le giornate di pieno sole, trascorsi in allegria con gli amici, i parenti a condividere tutto... la felicità... Meravigliosa.

Francesco Luca2 febbraio 2010

poesia splendida, un viaggio a ritroso nel tempo e nel tempio della purezza quando tutto era più vero...

Anna Maria Scamarda2 febbraio 2010

Belissime, queste immagini che il poeta ci fa rivivere nei suoi bellissimi versi! Sapori e odori antichi, sopravvissuti all'era moderna. Da me, sempre così tanto amati e apprezzati. Adoro l'odore di vaniglia che si diffonde nella casa quando, ogni tanto, mi diletto a impastare e infornare i fragranti biscotti che faceva mia nonna. Una meraviglia di poesia, molto sentita e apprezzata.