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Impressioni 2 febbraio 2010 · lettura 1 min · 2504 letture

Tra le rovine

Giorgio Lavino 888 poesie pubblicate
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Qui c'era un cardinale rosso con un cappello bianco ed ora dentro questo burrone dell'odio sono rimaste le sue ossa rosicchiate da cani di razza Più in là sedeva un apostolo nero su un trono di rifiuti Ora si sente solo il puzzo di un goccio di veleno sceso dal suo sangue inchiodato Sotto questa vecchia quercia della solitudine s'accovacciava un vecchio con la pipa fumante concordia ora singhiozzano le sue parole di pane caldo pestate da piedi neri dell'ingiuria Fuori quel portone si radunavano i signori panciuti della domenica adesso piccole serpi leccano pezzi marciti delle loro lingue biforcute
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L'autore
Giorgio Lavino

Credo che la mia voglia di scrivere più che un’esigenza intellettuale sia un bisogno fisico. Che nasce dalla consapevolezza di costruire un canale di comunicazione. La conversione di quello che mi passa per la mente in versi è un esercizio fisico più che della ragione. E’ dire nel lessico della narrazione poeti

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Commenti (6)

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Giovanna De Santis2 febbraio 2010

ersi duri ma reali versi che arrivano all'anima espressi dalla notevole sensiilità dell'autore, poesia stupenda profonda molto meritevole

Lina Sirianni2 febbraio 2010

Solo serpi restano tra le rovine provocate da quell'apostolo nero assiso sui rifiuti- versi molto duri e ben scritti che ho apprezzato leggere perché portano a riflettere

Daniela Pacelli2 febbraio 2010

Odor di pane, odor di pipa, odor di buono, odor di semplicità. Sempre molto colorate le tue liriche che riportano ad una semplicità ormai perduta dei giorni nostri. Però che belle emozioni che ci regali. Grazie, . Molto bella ed apprezzata

Carmelita Morreale2 febbraio 2010

Versi connotati da una notevole intellettualità e spiritualità... quel falso sentimento religioso cucito addosso a prelati che nella storia della religione hanno solo seminato odio e discordia, senza aver cura delle pecorelle smarrite... quelle grandi anime ... che nessuno mai ricorderà se non per le loro lingue biforcute... Plausi, per la tua originalità.

Silvia De Angelis2 febbraio 2010

Versi originali d'un clero che sempre fa serpeggiare discordia e malelingue arroganti sempre pronte a far del male... Espressione molto forte nelle rime, eleganti e scorrevoli che denotano profonda intuizione ed osservazione da parte dell'autore. Lirica apprezzata

Danielinagranata2 febbraio 2010

Sensazioni e pensieri che fanno meditare originale poesia molto profonda e apprezzata