Salice ubriaco
Calici vuoti son scarpe un po' strette,
balconi danzanti, che sembrano nuvole
che piovono fumi di sigarette.
Ma in cenere vanno soltanto i miei sogni-
prima di maggio saran crocifissi.
E' inutile far annegare i segreti
dentro bottiglie che nascono abissi.
Piove: il mio volto diventa più truce,
perdo le redini come le staffe,
scorrendo immagini verso la luce,
fino al cancello: il fuoco è un aborto;
guardo lo specchio: mi faccio paura;
poi mi rincuoro: io sono già morto.
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L'autore
Elfo89
Commenti (1)
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D
Dalassa5 febbraio 2010
Si prova anche a morire quando il fondo di tutto si fa sentire. La paura attanaglia la ragione e nulla vale a tentare di rincuorarsi. La forza della poesia talvolta è proprio questa: girdare la disperazione e da qualche parte essere ascoltati. Toccante e sentita.
