Lame
lame così tenaci,
da non avere più peso,
sparsi nella mischia
che stupisce i più stanchi
i più stanchi i più fieri...
lame come statue del furore
come cacciatori sulle orme
di accattoni immondi...
lame come stelle definitive,
come sbarre di prigioni...
di prigioni all'aria
coltelli per piangere
e per non piangere
e per non piangere mai più
lame per l'assalto alla carta fiorata dell'alba
per il sacco ai principi della vita
bianca e nera
come un pane...
lame come una fiala di veleno nel respiro
come le braccia
nude di un lutto smagliante
per vegliare l'agonia
dei diluvi
per conoscere la fine dell'assurdo!
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Commenti (1)
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Natasha11 febbraio 2010
Un contenuto molto forte... fortuna che non soffro di depressione! Una giusta riflessione di queste parole potrebbe scaturire in una persona molto fragile un'angoscia non da poco.