Ai figli
Nati per viver liberi e felici
e per volare ben oltre le pendici.
Chiamati qui dall'Amore supremo dell'Universo
che vuole ognuno di loro speciale e diverso.
Dotati di un grande nascosto talento
che ahimè dalla logica viene spento.
Vittime della loro cultura
e dell'educazione della paura.
Ricchi di semplicità e di purezza
e piegati poi all'altrui amarezza.
Gli viene insegnato come parlare,
come agire e cosa pensare,
e più ancora gli vien detto chi essere,
seppur questo gli crei tanto malessere.
Crescendo vedono le ipocrisie
e le incongruenze e le bugie
e si ribellano per poter cambiare
e per trovare il loro modo di camminare.
Condannati ad amare chi li ha generati
anche quando sono dei poveri disperati,
con l'ambizione di essere accettati per come sono
ma dipendenti dal consenso e dal perdono.
Si portano in spalla un carico di aspettative
che pesano come delle locomotive
e sempre cercan di arrivare ad un compromesso
tra le altrui ambizioni e l'emergente se stesso.
Comunque sia non condannate i vostri genitori
anche se a volte son stati oppressori
perché vi hanno amato quanto più hanno potuto,
con gli ovvi limiti e con le ombre del loro passato
Non giudicate quell'essere imperfetti
ma liberatevi dalle catene e dai paletti,
perché la responsabilità della vita riman vostra
ed il rancore non è mai la giusta risposta.
Un giorno avrete anche voi i vostri figli
e vorrete riempirli ugualmente di consigli,
perciò prima di ripetere gli errori di questo girotondo
cercate di capire qual è il vostro scopo nel mondo.
©
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