Aria fritta
Seduto a cavalcioni sopra un sasso
piantato al bordo di una strada
lanciata contro all'assoluto niente,
aspetto di far passare il tempo
perché non voglio mi stia dietro
Ne ho viste tante d'abitudini,
frasi fatte e tanti luoghi comuni,
e rivoluzionari da salotto,
accanto a donne con le vesti corte
e i discorsi al bar della stazione
camice strette, cravatte e pantaloni
Poi ad ingozzarci delle nostre malefatte
contenti che sia finita la giornata
un tiro, una bevuta, una scopata
e credi d'avere vinto la partita
Poi, quasi per caso
posi il culo sopra un sasso
e tutto il mondo si ferma,
ti si rovescia addosso
e vedi come scappi da te stesso,
come il tuo tempo ti rincorra
che a nulla serve corrompere la testa
perché alla fine tutto è solo aria
fritta
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Commenti (1)
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D
Dalassa12 febbraio 2010
Rendersi conto dell'aria fritta respirata è denuncia del vuoto che si risente interiormente vivendo, lasciandoci trasportare dal tempo. La presa di coscienza è già consapevolezza. Poesia veramente interessante che dà adito a profonde riflessioni.