Inquietudine

Tra cieli di cenere
e odor d'uligine
lenta cala la sera
a chiuder gli occhi
ed espirare sospiri
di un vago malessere.
Lo sguardo
spinge l'anima lontano
e non c'é rifugio
lassù nel cielo
effuso in pianto.
La pioggia
si fa strada
dalla pelle alle ossa e
io come roccia geliva
nel suo abbraccio mortale,
sfido il pianto sciolto e
non so se finirà
prima della mia fine.
Un senso
sospeso ed inquietante
come un richiamo
che sa di silenzio,
silenzio di parole bagnate
in cui affogare dentro
piano, piano
fino a togliere
il respiro.
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Commenti (2)
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Nemesis Marina Perozzi12 febbraio 2010
Quando il dolore è così sordo, profondo, anche la mente non è più in grado di pensare. Ci sono soltanto le lacrime, che continuano a cadere come pioggia gelida, senza nemmeno poterle spiegare, ma sperando che, alla fine, il respiro si spenga. Nella morte si spegne il sogno, svanisce la speranza. Esiste solo il nulla.
D
Dalassa12 febbraio 2010
Anche un grande dolore esprime dolcezza. Versi toccanti che infondono un profondo senso di solidarietà ed empatia.
