Il rumore del mare
Capita, a volte,
non riesco ad evitare,
che il sordo orecchio della mia anima
si rivolga, stregato,
al rumore del mare,
quello che abbiamo dentro
gli abissi
dai quali emergono inaspettatamente
esseri mostruosi dotati di luce propria
e non possiamo che coglierne
brevi guizzi, riflessi inquietanti
sono pezzi di noi stessi.
Si dissolvono tra l'ampia superficie
rassicurandomi forse,
ma l'eco di questa fragorosa visione
si deposita tra i miei fondali
come relitto, in attesa di me stesso
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (3)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Andrea D’Alfonso13 febbraio 2010
Questo è quello che intendo per "rumore del mare" che suscita una discesa nell'oscurità dell'anima o nella sua lucentezza... e tutto ciò che emerge a volte è un frammento di essa che appare ai nostri occhi così sfuggevole ed eterea come la poesia che la sa raccontare... Molto bella la conservo.
Francesco Luca13 febbraio 2010
vero... anchedentro di noi c'è un mare che a volte si può agitare e dare strane e doloros sensazioni... molto bella... complimenti
Berta Biagini13 febbraio 2010
Particolari questi versi che con metafore ci fanno entrare in un mondo che solo chi scrive può captare quanto realmente sente. Molto molto piaciuta.


