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Introspezione 14 febbraio 2010 · lettura 1 min · 3451 letture

Nicotina

Aldo Bilato 1298 poesie pubblicate
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Sto diventando mio padre. Non io come lui ma io stesso la stessa persona. Come lo percepivo così ora io sono. Dita ingiallite da sigarette rollate fumate. Nicotina sguardo lontano a scrutar l'infinito. Cartina di tornasole sul mondo. Mi riempio di strascichi infantili verità nascoste. Troppe imposizioni dettano cattivi pensieri. Lo cerco in tutti gli anfratti nelle cose che faccio. Poto le rose che colorarono il mio domani il giorno in cui morì. Scavalco solo ora il muro d'omertà. Lascio alle spalle verità mai confessate. Un genitore non è un frate non un fratello. Chi ci ha così tanto amato poi lascia noi nudi ad affrontar il peso del creato. Oggi io figlia farò lo stesso con te.
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Morì che avevo appena vent'anni. Non gliel'ho mai perdonato. Perdonatemi.

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Aldo Bilato
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Commenti (10)

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Moreno il Duca14 febbraio 2010

una bellissima poesia che denota la mancanza e l'affetto del genitore ora in questo periodo della vita una nota molto dura quella che hai scritto un abbraccio e complimenti per la bellissima poesia

Midesa14 febbraio 2010

il finale è di rara bellezza... condivisa piaciuta bellissima grande aldo

Francesco Luca14 febbraio 2010

poesia forte e dolorosa... un abbraccio... non aggiungo altro

Lina Sirianni14 febbraio 2010

Il dolore del distacco vissuto come abbandono ... Forte e intensa lirica

Vivì14 febbraio 2010

Bellesima dedica al padre morto da tempo. Nota durissima certo, ma credo che il poeta abbia involontariamente sottolineato si il grande dolore ma anche il grande amore per il padre. Bellissima e tristissima lirica. Grandiosa la chiusa. Applausi

Clara Gismondi14 febbraio 2010

La poesia che hai scritto è un inno all'amore. L'amore che si fa persona. Ho letto questa poesia con una commozione particolare perché ne sento lo spessore che giaceva sotto strati di rimozione. Se tu diventi tuo padre perché padre hai rivisitato quella stanza della tua vita e l'hai fatta rinascere a nuova vita. Tuo padre è ancora vivo ma non più come prima. Sarai di nuovo figlio ma non più come prima. Ti comprendo e ne sento il grande valore. Poi la poesia è espressa con una delicatezza che può venire solo da molto lontano, l'oltre te.

Silvia De Angelis14 febbraio 2010

Ho perduto mio padre da pochissimo tempo, quindi, compenetrata a pieno nel clima di questa meravigliosa poesia, che in versi asciutti, vicini al mio stile, tanta emotività e sensazioni trasmette sfiorando il cuore... Bellissia, molto apprezzata

Kiaraluna14 febbraio 2010

So bene cosa intendi... anch'io mi scopro uguale a mia madre, di cui non sopportavo tante cose, e ora che mi ha lasciato da anni, mi manca, come pure mio padre... ora che potrei capirli, non posso farlo, e la rabbia sale alla gola ed esce in lacrime. Un poesia che sento mia, che porterò nel cuore, stupenda, da conservare.

Giovanna De Santis14 febbraio 2010

perdere il papà dolore così immenso che spesso si tramuta in rabbia chiedendosi il perché del distacco, poi avendo i figli sentiamo i loro valori il loro riflesso ancora più forti in noi poesia che mi fa piangere estremamente condivisa apprezzatissima la conservo

Nemesis Marina Perozzi24 febbraio 2010

Ecco, sì, è esattamente così, che ci ci sente: nudi. Io lo sono da quando avevo otto anni e ne sono passati 47. Ora che anche mia madre non c'è più, mi sento doppiamente tradita. Ho l'età di una nonna, ma mi sento ancora disperatamente figlia e continuo a masticare rabbiosamente fiele, per essere stata "abbandonata".