Il mare ha il rumore di un amore perduto
Hariseldom
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Sulla sabbia,
con le scarpe sporche
e il culo bagnato,
vicino alla cacca di un cane
e il coperchio
d'una scatola di vermi da pesca.
Il rumore di cosa?
Delle onde
o del vento sulle foglie d'alloro?
C'è una poesia,
scritta su un foglietto
d'un quaderno di scuola,
che si spiaggia
come un delfino che ha perso l'orientamento
e parla di un amore,
già un amore.
Crescono,
nel giardino della casa del prete,
tra sabbia e terra
aranci e confetti da sposa
e io bevo anice
seduto sulla spiaggia
è proibito fare nomi
o s'incazza il censore
ed io
non voglio starlo a sentire.
Il rumore del mare,
la puzza ammorbante di alghe
che putrefanno l'amore,
come quelle vecchie
dai denti marci
che vogliono baciare i bambini.
E io
ascolto questo rumore
di un amore perduto
o forse mai iniziato
perché mento,
come sempre,
come tutti i poeti.
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Hariseldom
Commenti (3)
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Nemesis Marina Perozzi14 febbraio 2010
Cruda, ironica e autoironica, disincantata... In effetti il mare e le sue spiagge non sono poi così romantiche come di solito vengono descritte dai poeti, ma si sa... come dice l'autore, menzogna d'artista può essere un espediente per non scoprirsi troppo...
Sara Brayon14 febbraio 2010
Sinceramente? Adorabile! Mi piace tutto, l'originalità, la crudezza delle metafore, le immagini vivide, la scanzonatezza disincantata di fondo e il finale riflessivo... Segnalibro!
Aldo Bilato14 febbraio 2010
Ti si riconosce tra mille, basta un po' di fiuto... Ormai non fai più storia, ma memoria. Sempre grande.



