U ma paisi

Certi stasciuni da ma vita
i passu taliannu u paisi,
caminu tra i veneddi chiù stritti
sintiennu u sciàuru di l'antichi.
U castieddu diroccatu,
a chiesa d'abbazia,
i rocchi, a villa...
I cassateddi ca sanu
i miénnuli e lumìi,
San Fulippuzzu ca nescia
du voti l'annu,
u sapuri de miegghi alivi,
l'Etna ca para na cartulina.
Agira, u ma paisi.
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L'autore
Saldan
Commenti (4)
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Francesco Luca16 febbraio 2010
belle immagini che apprezzo essendo siciliano, Agira, poi, è un bel paese... complimenti
Nemesis Marina Perozzi16 febbraio 2010
Apprezzo sempre tantissimo coloro che sanno ancora pensare, parlare e, soprattutto, scrivere in dialetto! Ammetto una certa invidia, perché purtroppo io invece non ne sono capace!
Dave Du Demon16 febbraio 2010
Buon lavoro! Sei riuscito con pochi versi a far arrivare al lettore "l'aria siciliana". Molto bella, ho dovuto leggere la traduzione di sole 2- 3 parole, i nostri dialetti sono molto simili nonostante la lontananza!
Massimiliano Aci17 febbraio 2010
Da siciliano non potevo non essere felice di questa poesia. Sono orgoglioso che nonostante la nostra terra sia calpestata, troviamo sempre il meglio!




