Alla deriva
Ecco che son di nuovo barca alla deriva
senza un lavoro né una prospettiva,
come milioni di altri disgraziati,
confusi, abbandonati e sballottati.
Penso a quelli che vengon su gommoni a cercar fortuna
che avrebbero più probabilità di trovare sulla luna,
perché questo è infatti il paradosso in cui viviamo
siamo tutti in mezzo al mare con i remi in mano,
che non usiamo per remare ma per menarci a vicenda
senza capire come funziona davvero la faccenda!
Siamo chiamati a lavorare
per produrre e consumare,
niente sogni nel cassetto
niente progetti per diletto.
Bisogni creati che non sono reali
che vengon progettati da degli squali,
a cui non interessa la qualità della vita
ma che alla fin dei conti torni la partita.
Imbrigliati in promesse di partiti
che cantan sempre gli stessi spartiti,
che davanti a noi si insultano e si accusano
e che poi, ci giurerei, congiuntamente brindano.
E mentre noi siamo a fare i conti per cercare di pagare
tutte le rate e le bollette in cui dobbiamo annegare,
c'è chi sulla poltrona è convinto e sicuro
che basti produrre, parlare e tener duro.
Ma oggi c'è il sole e sembra primavera
ed io voglio credere che tutto s'avvera,
e che i miei sogni chiusi in un cassetto
prendano aria insieme al copriletto.
Mi voglio sentir grata per quello che ho
e confidare in quel tanto che avrò
continuando a credere che ci si può realizzare
anche senza dover consumare e comprare.
Perciò mi dedicherò assiduamente
all'unica cosa che non costa niente,
ovvero fare l'amore con il mio uomo adorato
almeno finché anche questo bendidio non verrà tassato!
©
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