Il fine dicitore
Ei sta!
Sottile dicitore.
Il busto leggermente di profilo,
la mano, leggera, posata sul leggio,
e l'altra che nel volteggiare tocca la fronte,
e poi disegna l'aria, come un respiro
Legge, appassionato,
quel che altri hanno scritto
ed è fiorire d'attimi forti,
immensi,
e intanto lui, il dicitore,
pensa e osserva
Pensa a quel che legge
e gli fa proprio ribrezzo,
osserva quella sala di pecore
arricchite, che certo non capiscono
una sillaba, di tutto quello
che lui dice,
ma che son tutti li, molto attenti
perché fa tanto "intelligenti"
ascoltare rapiti chi declama
i versi di un demente
Ma lui recita con grande trasporto,
e anche con buon mestiere,
che è questo si, da fine
dicitore
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Commenti (2)
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Gaia22 Tiziana Porcelli16 febbraio 2010
Un'amara realtà che accompagna la maggioranza di coloro che appaiono ma non sono nulla perché altri sono loro... Letta ed apprezzata...
Anna Maria Obadon16 febbraio 2010
Ho assistito a diverse scene così ben descritte in questi versi che in fondo tanto satirici non sono perché riproducono una realtà inconfutabile: apparire e non essere! Aggiungerei che seduto comodamente in sala, c'è pure chi dorme... e il quadro si commenta da sè...Piaciutissima.

