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Famiglia 19 febbraio 2010 · lettura 1 min · 3185 letture

Il giusto ritratto, di un riflesso sbagliato...

Mario Panzarella 11 poesie pubblicate
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Anche se non è il tempo scrivo di te perché sei quel che sei e non ci sei. Giro i pollici tra gli alluci stanchi e perduti tra i ricordi vissuti ad occhi chiusi... Nel buio appari com'eri il tuo sorriso il tuo profumo la gioia di viverti è intatta. I giochi, le pedalate... e quante sgridate! Eri il custode di un mondo calato a picco dal tempo. Le verità, le bugie i pianti e le scalate tu eri tu e tutto il resto NIENTE. Risate tante nei miei occhi risplendevi orgoglio di bambino ti volevo vicino per abbracciarti come il micino che avevamo. Ricordi? Ma tu andavi via sempre più lontano senza preoccuparti di darmi la mano. Il tempo passava i fiumi scorrevano il mondo cambiava. un bambino piangeva mentre il Babbo non c'era. Quel bambino è cresciuto ed è diventato quello che il Papà non è mai stato... O forse soltanto il giusto ritratto di un riflesso sbagliato...
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(dedicata ad un padre...)

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Mario Panzarella
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Commenti (4)

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Rossella Gallucci19 febbraio 2010

L'assenza di un padre che lascia un segno indelebile nel cuore ... e il ricordo fa male ma nello stesso tempo il bambino cresciuto diventa consapevole di essere diverso dal padre o forse solo "un giusto ritratto di un nriflesso sbagliato"... Profonda considerazione, soprattutto nella chiusa. Versi ben scritti. Molto apprezzata nello stile e nel contenuto

Crepax7319 febbraio 2010

Tristezza infinita perché mi colpisce nell'anima. Situazioni che condivido con l autore. Complimenti, emozionante.

Enio Orsuni19 febbraio 2010

padre non padre, affetto non affetto, infanzia non infanzia... ti può capire solo chi ha vissuto tutto questo. bella e sofferta poesia, molto sentita e condivisa

Jayan Walter19 febbraio 2010

Anch'io ho perso mio padre quando avevo 8 anni. E' una disgrazia, un grande dolore, ma anche un'esperienza che ci mette subito davanti alla morte e ci induce a riflettere sul vero significato della vita. La vita e la morte vanno sempre a braccetto: dove una finisce inizia l'altra, niente è eterno se non il nostro vero sé: il Dio infinito che è in noi. Bellissimi versi di una persona molto sensibile!